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L'occhio di Echelon e la società trasparente
di STEFANO RODOTA'
ROMA - Come si sta evolvendo la legalità nell'ordinamento
internazionale? L'Unione europea è davvero in grado di tutelare i
diritti fondamentali dei suoi cittadini? Sono queste le domande che
stanno dietro la questione di Echelon, ormai all'ordine del giorno delle
istituzioni europee dopo anni in cui i silenzi e le reticenze dei
governi coinvolti nell'attività di ascolto delle comunicazioni (Stati
Uniti, Gran Bretagna, Canada, Australia, Nuova Zelanda) avevano spinto a
negare l'esistenza stessa di quell'apparato di controllo. Ora si sa che
funziona da molti anni, che ha raccolto e continua a raccogliere
informazione sui cittadini degli Stati più diversi. Permane ancora
l'incertezza sulle utilizzazioni dei dati raccolti, e sono evidenti le
resistenze degli Stati gestori del sistema ad accettare limitazioni e
controlli. Ma fin d'ora è possibile mettere a fuoco le questioni
ineludibili, alle quali dovranno darsi risposte politiche e
istituzionali, mancando le quali l'Unione europea rischia uno scacco
proprio su quel terreno della legalità che sta cominciando a
privilegiare, visto che ha messo in cantiere una ambiziosa Carta dei
diritti fondamentali.
Accertata l'esistenza di Echelon, finalmente ammessa da Stati Uniti e
Gran Bretagna, si discute sulle sue finalità: apparato tradizionale di
raccolta di informazioni a fini di sicurezza o anche strumento per
acquisire dati economici che avvantaggiano le imprese appartenenti ai
cinque paesi del sistema? L'amministrazione americana nega ogni
utilizzazione commerciale. Ma questa tesi ufficiale è contraddetta dalle
dichiarazioni dell' ex-direttore della Cia, apparse in una sede
autorevole come il Wall Street Journal. James Woolsey, con notevole
tracotanza, ha esplicitamente confermato la raccolta di informazioni
sulle imprese europee, giustificandola con la necessità di contrastarne
l'abitudine alla corruzione dei contraenti stranieri, unico modo per
compensare la loro arretratezza rispetto alle imprese americane (di
nuovo una giustificazione "etica" per pure politiche di potenza). A
questa affermazione si è aggiunta negli ultimi giorni una indiretta
conferma da parte del governo inglese, che ha sostenuto la legittimità
di Echelon richiamando la necessità di difendere il "benessere
economico" del paese, e non solo la sicurezza nazionale e la prevenzione
dei reati.
L'interpretazione di quel riferimento non dovrebbe lasciare dubbi. Il
commissario europeo Liikanen aveva sostenuto che l'Unione europea poteva
soltanto tutelare il diritto alla privacy dei cittadini, ed aveva fatto
riferimento alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Ora, questa
Convenzione legittima limitazioni alla privacy in diversi casi, tra i
quali appunto la tutela del "benessere economico". Il fatto che il
governo inglese abbia fatto esplicito riferimento alla giustificazione
economica fa propendere per la tesi di chi sostiene che Echelon ha
giocato (gioca ancora?) un ruolo nella concorrenza internazionale tra
imprese, distorcendola a favore di quelle appartenenti ai cinque paesi
ricordati. Si avrebbe così una distorsione dei criteri indicati dalla
Convenzione, che esigono comunque rispetto del principio di legalità e
delle garanzie democratiche.
Il riferimento alla Convenzione, peraltro, dev'essere integrato da
quello, ancor più impegnativo per i paesi dell' Unione europea, alla
direttiva 46 del 1995 che colloca la difesa della privacy nel quadro
della tutela dei diritti e delle libertà fondamentali. Riprendendo
questa indicazione, la direttiva 66 del 1997 ha precisato che esiste un
obbligo degli Stati di garantire la riservatezza delle comunicazioni. In
questa materia, dunque, l'Unione europea ha voluto una tutela forte. Non
sarebbero ammissibili, allora, comportamenti esitanti delle istituzioni
europee che sacrificassero diritti fondamentali dei cittadini al
rispetto di qualche equilibrio politico.
Partendo da questa premessa, il Gruppo dei garanti europei ha approvato
nel maggio scorso una raccomandazione riguardante proprio il rispetto
della vita privata nel contesto dell'intercettazione delle
telecomunicazioni. Il Gruppo ha ripreso le indicazioni contenute in una
risoluzione del Consiglio della Comunità europea del 1995 e ha precisato
le condizioni indispensabili perché l'attività di intercettazione possa
essere ritenuta legittima, sottolineando come queste si riferiscano a
tutte le forme di comunicazione: nessuna di quelle condizioni è
rispettata nel caso di Echelon. Ma la raccomandazione del Gruppo va
oltre e stabilisce un principio che, pur senza nominarla, fotografa
proprio l' attività di Echelon, dal momento che si esige "il divieto di
qualsiasi sorveglianza per campione o generale delle telecomunicazioni
su vasta scala".
Questo è un principio che va ben oltre un caso particolare e le
polemiche di questo periodo. Siamo ormai entrati in una fase in cui la
crescente disponibilità di tecnologie sempre più sofisticate rende
possibile un controllo sociale capillare, senza limiti e confini. Si
diffondono i sistemi di videosorveglianza, tenendo sotto controllo aree
sempre più estese. Le infinite tracce elettroniche lasciate da ognuno di
noi durante la giornata consentono di seguirci implacabilmente, di avere
un elettrocardiogramma continuo d'ogni nostra attività. Sta nascendo la
"società trasparente", giustificata dalla necessità di combattere meglio
il crimine, di garantire la sicurezza nazionale, di ridurre l'evasione
fiscale, di cogliere le motivazioni d'ogni cliente di un supermercato?
Ammettiamo pure che molte di queste motivazioni siano apprezzabili.
Ma come cambieranno i comportamenti individuali e collettivi sottoposti
allo sguardo di un onnipresente occhio elettronico? A che cosa porterà
la cessione continua di spazi di libertà in cambio di una promessa di
sicurezza agganciata ad una sorveglianza continua? Una deriva
tecnologica può cambiare non soltanto le forme dell'organizzazione
sociale: può incidere profondamente sul sistema delle libertà e dei
diritti, e dunque sulla qualità della democrazia. Non sarebbe il caso di
avere una discussione pubblica, politica e istituzionale, su questi
temi? O si pensa che tutto sarà risolto dalle dinamiche di mercato e da
qualche delega a volenterose autorità di garanzia?
Peraltro, controlli come quelli legati ad Echelon sono destinati ad
entrare in conflitto proprio con le esigenze della decantata new economy.
Una recente ricerca della Ibm ha accertato che il 98% degli americani
ritiene che la tutela della privacy sia la questione più importante nel
quadro del commercio elettronico. Un controllo capillare e continuo
delle telecomunicazioni, fuori d'ogni garanzia e controllo, non
contrasta radicalmente con questa esigenza?
Né può svilupparsi una seria collaborazione tra i paesi dell'Unione
europea se alcuni di essi intrattengono rapporti di collaborazione
esterni all'insaputa degli altri.
Esiste già nel Trattato di Maastricht un obbligo di informazione
reciproca sulle questioni relative alla sicurezza. Che cosa accadrebbe
se il cattivo esempio della Gran Bretagna, fino a ieri silenziosa sui
suoi impegni relativi ad Echelon, fosse seguito da altri?
Aver accettato l'Europa, piaccia o no, impedisce agli Stati, in tutta
una serie di settori, di rinserrarsi nei propri confini. Nessuna
rivendicazione di sovranità nazionale consente di violare i diritti di
cittadini ormai appartenenti alla medesima comunità, soprattutto nel
momento in cui si è scelta proprio la via della "integrazione attraverso
i diritti". Ecco perché il ruolo della Commissione, le iniziative del
Parlamento, le decisioni del Consiglio dei ministri dell'Interno e della
Giustizia di fine maggio assumono un valore di principio che va oltre la
stessa rilevantissima vicenda di Echelon, e ci diranno molte cose
sull'effettivo stato di salute dell' Unione europea. |
SOMMARIO
Che cos'è Echelon?
Per cosa è stato sviluppato e da chi
Da cosa è composto e come funziona
Cosa riesce a fare
Il termine Echelon
Perchè scoppia un caso internazionale?
Descrizione dello studio che abbiamo fatto
La rete al servizio delle nostre ricerche
Fonti utilizzate
Sistemi di sorveglianza e democrazia: un matrimonio difficile
Internet oggi e domani
Motivazioni di sicurezza internazionale per l'eventuale esistenza ed uso
del sistema Echelon
La criminalita' del ventunesimo secolo
La necessita' di un controllo indipendente
Impossibilita' di una regolamentazione
Implicazioni e rischi per l'economia dell'eventuale esistenza ed uso del
sistema Echelon
Spionaggio commerciale
Questioni aperte
La crittografia come difesa
Nostre considerazioni
Italia all'avanguardia nella difesa della privacy
Perché difendere la propria privacy
Obiettivi di Echelon
Quale futuro ci aspetta
Bibliografia
Il tuo numero IP
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